L’equipaggio

Cecilia Trinci (Il corsaro nero)

Cecilia

Per lavoro e per diletto è sempre in mezzo ai libri: quelli che ha letto, quelli che ha trascritto a rilievo per i non vedenti, quelli che si è divertita a scrivere e quelli che scriverà. Ha cambiato spesso città, abitudini e vicini di casa, trovando sempre un piacere nuovo nel ricominciare tutto da capo. Si è occupata di teatro e di tiro con l’arco che ha praticato, insegnato e raccontato. Lo ha condiviso con un sacco di persone diverse… e la parola “diverso” ha per lei ampie e infinite vibrazioni, oltre che possibilità e poteri.
Tutte le volte che può vive al mare. E’ lì che vede libertà sconfinata e potenza azzurrina.
Più di tutto la spaventa la consuetudine e il conformismo e le barche immobili che non si decidono a salpare.

Jacopo Merlini

Jacopo

Nato a Firenze, sotto il segno dei Pesci, viaggiatore da subito, si è diplomato in lingua Spagnola all’Università Nazionale Autonoma di Città del Messico. Dal 1996 lavora come videoperatore free-lance per i più importanti network nazionali.
Per passione e per lavoro ha realizzato reportages sull’emarginazione etnica e sociale in vari angoli del mondo come Colombia, Messico, Venezuela, Bielorussia, Burkina Faso, Algeria, condividendo con i popoli che ha osservato, abitudini, sofferenze, ideali e speranze.
Ha una passione esagerata per la poesia e la canoa.
Più di tutto lo spaventa lasciare definitivamente questa terra senza aver potuto riprendere una rivoluzione nel proprio paese, o almeno qualcosa di simile ai moti del 1820-21 o quelli del 1830-31 o insomma che so… qualcosa come la Comune di Parigi!

Simone Rovida (Caliban)

Simone

Attore professionista, eclettico e variegato, ironico e inarrestabile, è nato a Firenze nel caldo segno del Leone. Si è laureato in Lingue e letterature straniere aggiungendo nel percorso l’arabo all’inglese. Esperto di Shakespeare a cui ha dedicato un Dottorato di Ricerca, non ha mai smesso di studiare né di mettersi alla prova occupandosi di teatro, di dramma antico, di danza e di antropologia.
Studia (ancora!) con la grande attrice Gabriella Bartolomei, si è formato via via negli anni aprendosi a orientamenti sempre diversi: dai primi passi con gli allievi della “Bottega di Gassman” a soli 15 anni allo studio della filosofia grotowskiana con Mario Peca, dal metodo mimico di Orazio Costa (e la conoscenza di Paolo Coccheri) allo studio della danza orientale con il maestro giapponese Atsouchi Takenoushi, della danza contemporanea e del teatro-danza con i ballerini di Virgilio Sieni e dell’Opus Ballet, per diventare infine, negli ultimi anni, attore di riferimento delle produzioni del regista Riccardo Massai, collaboratore di Luca Ronconi. Vince, al Teatro della Pergola, il prestigioso “Premio Franco di Francescantonio 2011” dedicato a giovani attori emergenti.
Nonostante il teatro è stato anche tennista (e tutt’ora, se capita, ci prova!).
Più di tutto lo spaventa la solitudine, a cui aggiungerebbe, in secondo luogo, i deserti nella mente (…figuriamoci nel cuore!) delle persone, quei luoghi di sconfinato vuoto che inaridiscono certa gente, dove non si muove mai nulla perché non c’è nulla da muovere se non aria che qualcuno – occasionalmente e pericolosamente – può soffiare da fuori attraverso orecchie nei cui condotti non s’incontra neanche un ostacolo tanto desolante è il vuoto, dove hai voglia a urlare, tanto non si trattiene niente, anche l’eco se l’è data a gambe e ci pensa due volte a tornare indietro per ripetere le parole vuote di quella gente, posti deserti dove stanno bene solo scorpioni, serpenti, cavallette, blatte e dove i rapaci spolpano allo scheletro i malcapitati. Paura pura.

Elena Mondovecchio (Calypso)

 

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